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Consulenza e sostegno donne in gravidanza

Per le donne, la gravidanza, è il momento più meraviglioso che la vita le ha riservato.. fin dalla fase iniziale infatti, si ha la consapevolezza che all’ interno del corpo, pian piano si sta facendo strada una piccola creatura che dopo 9 mesi, diverrà un bimbo tutto da amare.
La gravidanza però per alcune, non è visto come quel dono idilliaco degno di essere vissuto da ogni donna , ma bensì come un insieme di momenti stracolmi di ansie e paure.
Da una parte tutte queste sensazioni sono lecite, perché non sempre la gestazione si sviluppa e prosegue in modo corretto, ma anzì spesso si va incontro a dei veri e propri problemi che talvolta si risolvono e in altri, purtroppo, si aggravano.
Tra le tante problematiche, esiste la possibilità che s’ instauri una gravidanza extrauterina o ectopica; questa si sviluppa al di fuori dell’utero in quanto l’uovo fecondato si pone, nella maggior parte dei casi, in una delle due trombe di Falloppio. I primi sintomi sono dolori all’ addome molto forti, seguiti da una lieve perdita di sangue scuro. Mentre in altri casi l’emorragia è abbondante ma interna, cioè si verifica nella cavità addominale ma in questo caso la donna potrebbe andare incontro ad uno stato di shock. La diagnosi si ha con un’ecografia o una laparoscopia e si interviene esclusivamente chirurgicamente in modo molto tempestivo per arrestare l’emorragia.
Esistono anche delle gravidanze dette ad alto rischio: i fattori che la determinano rendono la gravidanza rischiosa sia per la madre sia per il feto che può addirittura nascere morto o morire nel primo mese di vita. Il parto sarà quasi sempre prematuro e il neonato potrà presentare anomalie di peso. I controlli vanno, ovviamente, incrementati infatti oltre alle visite ostetriche più frequenti, si ricorrerà al monitoraggio fetale con la cardiotocografia e l’ecografia. Nei casi più gravi potrà esserci l’indicazione a un’interruzione artificiale della gravidanza con taglio cesareo o con l’induzione del parto.
I casi più gravi hanno come conseguenza l’ aborto: per “aborto” si intende l’espulsione dell’uovo e delle membrane che lo circondano, prima del quarto mese di gestazione, cioè prima del momento in cui il feto potrebbe vivere autonomamente. Dopo questa data si parla infatti di parto prematuro. La maggior parte degli aborti spontanei si verifica durante le prime dieci settimane e nella maggior parte dei casi il feto non si è sviluppato in modo normale. Il primo segno che la gravidanza non procede in modo normale è la comparsa di una modesta emorragia: si parla dunque di minaccia d’aborto.
A servizio di tutte le donne che riscontrano problemi o sentono il bisogno di comunicare con delle persone competenti, sono attivi dei numeri verdi che forniscono consulenze mediche in fase preconcezionale, in gravidanza o durante l’allattamento a chiunque ne faccia richiesta; è rivolto alle coppie che desiderino avere un figlio o alle donne nelle prime fasi della gravidanza.
La consulenza viene effettuata da medici specializzati in ostetricia e ginecologia con particolari competenze nel campo della medicina prenatale, delle gravidanze a rischio e della teratologia clinica.

Sostegno donne separate

Quello della separazione è certamente un momento moltotduro della vita di una donna, nel quale, al dispiacere ed alla sofferenza legata alla fine di un rapporto sul quale si era investito, può aggiungersi l’oggettiva difficoltà derivante dal fatto di non essere economicamente indipendente.
Molte volte, infatti, gli ex mariti, oltre a non occuparsi dei figli, fanno mancare all’ex coniuge – impegnata su più fronti ad occuparsi di figli, casa e lavoro – gli adeguati mezzi di sostentamento.
Alcune donne, poi – per fortuna non sono la maggioranza dei casi – sono costrette a subire dagli ex compagni ritorsioni, violenze e persecuzioni, che arrivano ad assumere i contorni dello stalking.
In aiuto delle donne separate sono nate, negli ultimi anni, su tutto il territorio nazionale, diverse associazioni, con lo scopo di prestare loro assistenza legale, sociale e psicologica e di tutelarne i diritti.
Si tratta, in molti casi, di associazioni no profit, formate prevalentemente da donne volontarie, che offrono le loro professionalità a sostegno ed al servizio di altre donne.
L’aiuto offerto alle donne separate si sostanzia nell’offerta di una vasta gamma di servizi:
- assistenza legale: è prestata da avvocati specializzati in diritto di famiglia, diritto penale e diritto del lavoro, per poter offrire una consulenza completa per tutti gli aspetti – fisiologici e patologici – che possono interessare questo delicato momento della vita;
- assistenza medico psicologica: si concreta nella consulenza di esperti psicologi, in grado di fornire un supporto nella fase del distacco dal coniuge e nella gestione del rapporto con i figli e tra essi stessi e l’ex coniuge; sono, poi, disponibili – per offrire un aiuto concreto alle donne separate che si sentono in difficoltà – percorsi di psicoterapia, individuale o di gruppo, molto spesso gratuiti; diverse associazioni, improntate specificamente alla tutela dei bambini che, troppo spesso, diventano le vere vittime delle separazioni coniugali, mettono a disposizione anche esperti di psicologia infantile, per aiutare i minori a gestire questo difficile momento;
- aiuto concreto nella ricerca di un lavoro che soddisfi le esigenze della richiedente: si tratta di un servizio offerto, talvolta, non soltanto dalle associazioni private, ma anche dalle stesse amministrazioni, attraverso l’istituzione di sportelli dedicati, in grado di mettere in contatto le donne con le realtà aziendali locali alla ricerca di personale.
Numerosi e molto frequentati sono anche i gruppi di auto-mutuo-aiuto, che intendono, grazie alla condivisione delle esperienze personali, fornire aiuto a quelle donne separate in cerca di maggiore equilibrio e di spunti per poter affrontare consapevolmente il ruolo che la nuova condizione impone loro.

Sostegno donne maltrattate

Il trauma subito da una donna maltrattata è estremamente complesso da riconoscere, gestire e risolvere e per questo motivo offrire aiuto a donne maltrattate è un percorso impegnativo, generalmente molto lungo e faticoso, cosparso di ostacoli e difficoltà.
I centri e le associazioni che offrono aiuto a donne maltrattate sono numerosi e possono essere sia pubblici sia privati. Generalmente sono comunque tutte strutture che non hanno scopo di lucro e che pertanto non chiedono nessun tipo di contributo economico o “affiliazione”.
I servizi messi a disposizione in aiuto a donne maltrattate sono molteplici: tra i più noti vi sono i supporti telefonici di associazioni quali “telefono rosa” o “telefono donna” che rispondono a richieste di aiuto in caso di maltrattamenti fisici, psicologici, sessuali o qualora una donna sia vittima di mobbing o stalking. In casi più gravi è possibile rivolgersi a “case delle donne maltrattate” e/o a veri e propri “centri antiviolenza” che, oltre al supporto vocale possono offrire un aiuto a donne maltrattate più concreto e duraturo nel tempo: in questi centri si può infatti ricevere consulenza psicologica e legale specializzata, aiuto economico e nella ricerca del lavoro ed anche, in caso di necessità, ospitalità per periodi più o meno prolungati.

Le modalità per accedere ai servizi di aiuto a donne maltrattate sono diversi in base al centro contattato: generalmente per accedere ad un servizio pubblico è necessario rivolgersi ai servizi sociali del comune di residenza o domicilio, mentre l’accesso ai servizi ed alle associazioni private è più diretto e in genere non richiede obbligatoriamente il passaggio dall’assistenza del servizio sociale pubblico.
I servizi di aiuto a donne maltrattate comprendono anche la partecipazione a gruppi di sostegno e di auto-mutuo aiuto, finalizzati ad aiutare le donne ad uscire dall’isolamento ed affrontare con maggiore fiducia un percorso che non può essere realizzato e completato in solitudine.
Tutti i servizi sono erogati da personale specializzato che opera per lo più come volontario, consentendo in questo modo la gratuità dei servizi.
L’elenco delle strutture presenti sul territorio nazionale, gli indirizzi ed i recapiti telefonici per mettersi in contatto con le realtà che si occupano di aiuto a donne maltrattate sono facilmente recuperabili in internet o presso i servizi sociali del proprio Comune. Generalmente anche strutture religiose (parrocchie, oratori, associazioni quali la Caritas e simili), sindacati, patronati ed acli sono in grado di fornire le indicazioni per muovere i primi passi verso la risoluzione di una situazione spesso difficile da riconoscere e quindi da ammettere, affrontare e risolvere.

Sostegno donne affette da depressione

La depressione, in psicologia, è quel complesso quadro morboso costituito da un abbassamento del tono vitale dell’ individuo, nelle sue componenti neuropsichiche e somatiche.
In parole povere è una condizione patologica che può insorgere in alcuni casi spontaneamente mentre in altri grazie ad un evento che la determina come, per esempio, in seguito ad un episodio traumatico.
Colpisce ogni anno circa 100 milioni di persone ma è stato rilevato che le donne si ammalano 2-3 volte in più rispetto agli uomini, infatti una donna su sei deve convivere con questo male che tra dieci anni sarà la seconda causa d’ invalidità del mondo sviluppato.

Ma perché è considerata una malattia invalidante?
Semplice, perché determina l’ incapacità di colei che ne soffre, di prendere qualsiasi decisione, è causa d’ irritabilità, apatia, insonnia, la ricerca sfrenata di solitudine e riservatezza e cosa ancora più grave, causa la più totale perdita d’ interesse nei confronti della vita e delle persone che la circondano.

Perché colpisce principalmente le donne?
Secondo la maggior parte degli studiosi il perché è da ricercare all’ interno del ciclo vitale femminile, dalla gravidanza alla menopausa, ma è anche dal ruolo che le donne svolgono all’ interno della società, che in questi ultimi decenni è modificato, rendendole più impegnate e di conseguenza colpite da uno stress superiore.

E’ importantissimo dire che, la depressione, è una malattia curabile..
per questo è bene identificare le cause del malessere e cercare di impedirgli di svilupparsi. Solitamente gli stati depressivi si curano grazie all’ ausilio di psichiatri e psicoterapeutici che, prescrivono per un determinato periodo delle sedute di psicoterapia e l’ utilizzo di farmaci antidepressivi.
Per le donne la cura migliore, risulta essere la vicinanza e l’ affetto costante di parenti e amici che, durante il difficoltoso periodo di guarigione, vengono aiutate ad accettare la propria malattia con un sostegno quotidiano.
L’ atteggiamento da adottare quindi è quello di non banalizzare in nessun modo la situazione in cui si trovano, ma anzi cercare di capire il motivo del loro malessere.
Il miglior aiuto per sconfiggere la depressione è avere accanto una persona comprensiva e paziente con cui parlare e confidarsi, evitare di dare giudizi in quanto, le donne depresse risultano essere alquanto fragili e i commenti critici non farebbero altro che lenire ancor di più il loro stato d’animo.
E’ fondamentale convincerle ad uscire di casa, in quanto la depressione tende ad isolare, incoraggiarle quindi ad essere più attive e occupate ma non pretendere che si facciano tante cose contemporaneamente.
La guarigione richiede tempo , ma con una terapia adeguata la maggior parte delle donne, migliora in poco tempo…ed è importante dire che guarire è possibile.